Il coraggio non ce l'ho e pure la paura mi frega

lunedì 26 settembre 2016

Piccolo

Non critico la scelta tecnica, critico il comportamento umano, e Spalletti è stato un uomo piccolo. Punto. È la verità. Lui a parole ha detto anche delle cose stupende, ma a parole. Invece lo subisce. In un momento così difficile nella vita di un ragazzo che sta attraversando un passaggio importante, c'è modo e modo per comportarsi. È giusto proiettarsi nel futuro e provare a far grandi cose anche senza di lui, ma mi sembra che alla Roma rimanga ancora difficile... Io glielo auguro. Certo che si poteva essere più delicati e Spalletti sicuramente non lo è stato, non l'ha saputo guidare in un percorso umano. Io le persone le giudico anche da questo. Quindi voto basso, molto basso". gazzetta dello sport

Io sono rimasta alla dama bionda di Falcao e alla madre arpia di lui che non lo voleva fare sposare.
Per non parlare di Pato, che non si è mai capito che ruolo avesse nel circolo.
 Però noto che il pupone manda sempre la moglie a difenderlo.

E a proposito di uomini piccoli, mia madre mi raccontava delle offese del presidente Preziosi.
Ma che vuoi rispondere a uno così.
Dal presidente all'ultimo raccattapalle, parliamo di gente che si guadagna da vivere con i calci dati ad un pallone che viene sbattuto da una parte all'altra del campo.
Pretendere sensibilità ed educazione mi pare troppo.
Poi avrebbe detto anche che siamo difesi dai poteri forti.
Fossi Virginia, lo farei assessore.

Quella Giordania di Rania e Abdullah che non incanta più

L'aspetto più inquietante dell'assassinio di Nahed Hattar è che i denigratori hanno continuato ad insultarlo sui social e a festeggiare anche dopo l'accaduto. Mohammad al Maqdisi lo aveva condannato senza appello all'apostasia. E non si tratta di uno di quei meccanismi perversi che caratterizzano i social.
La Giordania è una polveriera pronta ad esplodere all'occorrenza. Hattar aveva semplicemente condiviso una vignetta che mette in risalto l'uso strumentale che Daesh fa della religione. Non erano valse a nulla le sue spiegazioni. Così come a nulla serve che sua maestà si faccia fotografare mentre ritira la nuova carta di identità nella quale non sono più messe in evidenza religione ed etnia di appartenenza. Per troppi anni il re e la sua consorte hanno pensato che le manifestazioni di facciata per convincere l'alleato americano a versare miliardi di dollari ogni anno nelle casse giordane, fossero sufficienti a sanare il clima di odio e razzismo che regnano in una società così eterogenea. E hanno chiuso un occhio, essendone anzi complici, sulla repressione feroce messa in atto dagli apparati di sicurezza.
I vestitini di Rania non bastano più.

domenica 25 settembre 2016

Cash On principle

Ayotte: "General Dunford, does Iran continue to be one of the lead sponsors of terrorism around the world?" Gen. Dunford: "They are, Senator. I describe their major export as ‘malign influence.'"
Ayotte: "We've learned about this $400 million in cash [that the administration paid to Iran] - that would be included in the $1.7 billion that I referenced - for release of the American hostages... Do you think it's a good idea that we should exchange cash to a country like Iran - that you've already confirmed is one of the largest state sponsors of terrorism - in exchange for hostages? ...They've now taken at least three more American hostages." Dunford: "...On principle, I would prefer that we not provide additional resources to Iran..."

Su questa e altre questioni ormai il Pentagono e Obama sono ai ferri corti.
Da noi invece, almeno sui pagamenti dei riscatti, sono tutti in sintonia.
Almeno così pare.

E' tornato

 In perfetto stile prima repubblica, quando nel partito se le danno di santa ragione, torna il capo, o quello che pensa di essere tale, e mentre si fa un giro per la vucciria, dice : voglio vedere quanti politici vanno in giro per mercati.
Appunto quelli della prima repubblica.
Da noi zio Remo partiva la mattina presto per il giro elettorale con le uova sode in tasca da mangiare a pranzo. Non è roba per comici arricchiti però.

Il cicciobello moro di palazzo chigi, che fino all'altro giorno teneva a ribadire che la questione giochi olimpici era ormai chiusa, ha attaccato una sbobba sulla Raggi che non ha il coraggio di governare. Prima repubblica anche quella.

A colpi di fatwa

Noureddin al Zengi, vecchia conoscenza dell’Aise e delle casse dello stato, ha da pochi giorni dichiarato la sua adesione a Jaysh al Fateh. Un importante tassello che va ad aggiungersi al fronte dei ribelli, attualmente costituito da una ventina di gruppi.
Prosegue a ritmo incessante la battaglia per Aleppo, ormai divenuta battaglia per la Siria, che continua a mietere vittime tra i civili. La guerra si combatte anche sul versante delle alleanze esterne. Abu Mohammad al Maqdisi, mentore di al Zarqawi e cavallo di troia del governo giordano quando c’è da orientare le fazioni islamiste e fare da mediatore in casi di rapimento, ha emesso una fatwa che vieta di affiancare i turchi, considerati apostati per la loro vicinanza agli Stati Uniti responsabili assieme alla Russia, di quello che ormai potremmo definire un genocidio a tutti gli effetti, anche se stanno combattendo contro Daesh. Maqdisi ha consigliato a quelli che di recente hanno lasciato Jabhat Fateh, di formare una compagine siriana su modello talebano.

Dopo aver pubblicato una lettera di ringraziamento nei confronti di tutti i gruppi siriani che si sono opposti all’alleanza Stati Uniti-Russia, Jabhat Fateh ha rivolto un appello ad Ahrar al Sham, pregandolo di riconsiderare la volontà di combattere assieme a Turchia e America nell’operazione Euphrates Shield. Il messaggio, sotto forma di fatwa, ribadisce che, pur essendo concesso quando ve ne è necessità, collaborare con i non musulmani, l’aperta ostilità manifestata dagli americani in questi frangenti, impone il distacco. Sia Ahrar al Sham che il Free Syrian Army hanno replicato che abbandonare quel fronte in un momento così delicato, metterebbe a repentaglio l’esito della guerra . Non hanno valutato a fondo il ragionamento complessivo di Sheikh al Julani il quale sa perfettamente che la Turchia, al di là delle necessità di reprimere le velleità curde, in seguito verrebbe ad avere troppa influenza sulla sfera siriana, soprattutto in vista della cosiddetta soluzione politica al conflitto. E a questo proposito c’è da registrare l’appello rivolto allo stesso al Julani, da parte del capo dell’opposizione siriana, che lo ha esortato a rescindere una volta per tutte ogni legame con al Qaeda e con le pratiche di un certo tipo, come rapimenti e omicidi settari, che hanno caratterizzato l’attività di al Nusra soprattutto agli inizi.
Si tratta di una svolta necessaria per Jabhat Fateh al Sham se vuole avere maggior supporto sul campo, ma soprattutto per non essere esclusa dai tavoli delle trattative. Svolta che sulla carta risulterebbe facile da realizzare per un uomo come al Julani, che possiede carisma e determinazione necessari per imporsi sull’ampia compagine guidata, ma che si deve scontrare sul terreno con la realtà di una guerra caratterizzata da risvolti complessi. Un accordo stretto adesso con l’opposizione, serve anche ad evitare nel futuro, situazioni difficili come quella creata da Haftar in Libia.

Consapevoli di questo tipo di difficoltà, gli americani sono orientati ad incrementare il loro supporto ai curdi che, pur essendo legati a gruppi terroristici come il PKK, non danno eccessivi problemi. Una delegazione di cui faceva parte il generale Votel, si è recata giorni fa dal presidente Barzani per ridiscutere i termini della loro collaborazione e il generale Dunford, in audizione al comitato di controllo sulle forze armate, ha ribadito la necessità di armare i curdi siriani. In realtà ci sarebbero stati già diversi passaggi di armi, anche pesanti, alle fazioni curde che così non farebbero mancare l’apporto necessario sul fronte Euphrates Shield. Bisogna vedere però, quali sono le richieste avanzate sempre nell’ambito di una eventuale soluzione politica. A questo punto comunque, a rimetterci le penne sarebbe Erdogan, che potrebbe essere abbandonato un po’ da tutti.
Se gli Stati Uniti decidono di rinunciare a quella che era una collaborazione travagliata ma pur sempre necessaria, devono valutare attentamente a priori le conseguenze di una mossa simile. In generale pare delinearsi il solito quadro che vede da un lato i regimi arabi, più pragmatici e consapevoli dei meccanismi che regolano i destini del medio-oriente, lavorare ad una soluzione di medio termine in grado almeno di scalfire il blocco sciita, mentre gli americani , dopo aver voluto a tutti i costi un'alleanza improbabile con i russi, insistono nel porre in atto soluzioni adatte più al gioco del monopoli che alla realtà così come è vissuta dalle popolazioni locali.


venerdì 23 settembre 2016

Strike the pose

Before one of our interviews, Renzi, having just had breakfast with his wife, Agnese Landini, excused himself to brush his teeth—and ran at full clip to the sink. vogue

Foto palazzo chigi 

Giusto agli americani si possono rifilare certe scenette.

E allora stamattina, sempre nello spirito della strategia mediatica pre-referendum, che prevede che l'enigma di palazzo chigi si mostri serio e preoccupato per i destini del Paese, il toscano si è presentato in conferenza stampa in pompa magna con ingegnere e commissario al fianco. E gli ha fatto fare dei discorsoni come se il governo farà chissà che. Non s'è capito ancora perchè i soldi via sms li abbiamo dovuti tirare fuori noi cittadini.
Pareva una press conference di Obama. Invece poi, vai a guardare le foto e trovi i soliti quattro gatti addomesticati. L'enigma a un certo punto ha detto pure che "da padre" gli stava a cuore il destino della scuola. E ce lo ricordiamo come rispose al padre di Giuliano Delnevo, che di sicuro gli ha rivolto una richiesta assurda, ma che non andava trattato come un pezzente qualsiasi.
Un padre che soffre merita rispetto comunque.
Nel corso della giornata poi s'è capito il perchè dei soldi.
Juncker gliene ha cantate quattro e anche di più, e dulcis in fundo lo ha escluso dalla riunione di mercoledì.
La cosa sfiziosa del reportage di Vogue è che sulla stampa di solito vengono oscurati i volti dei pargoli del premier e si cerca di non inquadrarli in tivvù. Invece su Vogue si possono ammirare in tutto il loro splendore. Loro già avranno la scorta. Quindi non si possono lamentare come la Raggi che, dopo aver esibito il pupo in Campidoglio, è andata a frignare in Questura.
The end.

Sarebbe opportuno

“Abbiamo bisogno di un potenziamento del supporto linguistico degli inquirenti, servono interpreti affidabili per lingue e dialetti che sono indispensabili da decifrare. È un problema molto serio, il numero esiguo degli interpreti e la loro intrinseca affidabilità è uno scoglio che segnalo alla commissione” “Sarebbe opportuno aumentare i controlli” perché “alcuni operatori del settore hanno sistematicamente eluso il monitoraggio e non segnalato le operazioni sospette”. Dire via agensir

Ora è vero che in parlamento ne capiscono poco è niente di certe tematiche, però mi paiono affermazioni da squadra antimafia la fiction televisiva, queste.

Se non le segnalano, si cambia sistema di monitoraggio o li si costringe a segnalare.
Tra mafia, 'ndrangheta e camorra, siamo il Paese che ricicla e manda a riciclare e non sappiamo beccare un money transfer ? Diverse indagini hanno individuato movimenti del genere in passato.
Più che un procuratore europeo, e l'esperienza italiana lo insegna, ci vogliono procuratori che conoscano il fenomeno e le sue evoluzioni e sappiano individuare i punti di svolta.
Non c'è bisogno di inquirenti che, forti di aver riscosso successi in altri ambiti criminali associativi e asserendo che il fenomeno terroristico moderno ha meccanismi e struttura simili, puntino a tutti i costi al ruolo per tenersi stretta la poltrona.
Fondi e mezzi, tra cui anche i traduttori, vanno reclamati dai comparti di competenza e se necessario, tolti a quei settori che invece, avendo semplici funzioni tecniche, ottengono sin troppo e senza titolo. Il terrorismo a me risulta essere stato da sempre combattuto da Digos e antiterrorismo e dai magistrati che hanno competenza sul campo. Se qualcuno pensa altrimenti, ce lo dimostri una volta per tutte invece di indugiare in chiacchiere inutili.
Insomma usiamo la gente giusta e i metodi giusti, visto che abbiamo fatto scuola in Europa e nel mondo in materia di antiterrorismo, in tempi in cui certuni che oggi si danno le arie da espertoni, al massimo guardavano i video di bin Laden con i sottotitoli mentre altri facevano avanti e indietro con l'Afghanistan per fare luce su omicidi e rapimenti di nostri connazionali.

giovedì 22 settembre 2016

Good grief

Do you believe there could ever be a joint US-Russian military partnership against the militants, as outlined in the deal? President Assad: Again, practically, yes, but in reality, no, because the United States doesn’t have the will to work against al-Nusra or even ISIS, because they believe that this is a card they can use for their own agenda. If they attack al-Nusra or ISIS, they will lose a very important card regarding the situation in Syria. So, I don’t believe the United States will be ready to join Russia in fighting terrorists in Syria.Syrian news agency

Quest'uomo ha fatto almeno mezzo milione di morti e John Kerry spera ancora nel ripristino del cessate il fuoco. Lo stesso Kerry che qualche giorno fa su La Stampa magnificava Renzi in quanto, tra le altre cose, baluardo italiano contro il terrorismo internazionale.
Non si è ancora capito come i servizi abbiano fatto a convincere gente al di là dell'oceano che l'Italia serve a qualcosa, oltre che a piazzare 450 uomini su una diga per fare ottenere un contratto miliardario ad una azienda privata, ma bisogna ammettere che sono stati bravi.

Nel frattempo Sheikh al Mohaisny in Siria, sarebbe riuscito ad unire la maggioranza dei gruppi ribelli sotto la leadership di al Joulani, che non è tanto interessato alla questione politica, ma vuole avere la gestione militare e finanziaria. L'operazione sarebbe andata in porto con la benedizione dei soliti noti. Turchia, Qatar e Arabia Saudita che non cedono sull'uscita di scena di Assad.
Se gli americani sperano di mandare il dittatore siriano e la sua signora in ritiro dorato in Zimbabwe o che accetti un pezzettino di terra da governare per se e la sua setta, pare chiaro che non vi sono molte speranze. Portare al tavolo delle trattative i ribelli e relativi sponsor, dovrebbe dare un senso a quella che tutti chiamano soluzione politica senza sapere di cosa effettivamente stanno parlando.
Che è poi la stessa soluzione per la Libia.
L'Ambasciatore Massolo giorni fa auspicava che alle trattative partecipasse anche il generale Haftar.
Immagino intendesse i suoi protettori internazionali. Convinti loro, poi ci si può liberare agevolmente anche del generalone paffutello.

Dalla Corea del Nord alla Libia &back

Moglie e marito medici, parte di un team inviato dal dittatore nordcoreano, furono rapiti sulla via verso casa a Sirte proprio mentre si apprestavano a terminare il loro impegno quinquennale in Libia. Dopo quasi un anno trascorso con Daesh, sono stati liberati in questi giorni nel corso delle battaglie tra esercito e terroristi. Almeno questa è la versione ufficiale. E adesso se ne tornano nella Corea del Nord.
Coppia baciata dalla fortuna.






Foto libyanexpress

Oltre le gambe di Marilina

Quello che dà fastidio dei poliziotti che cadono sotto la lente dei media in seguito a qualche dichiarazione o azione poco dignitosa, non è tanto il gesto in se ma l’atteggiamento generale.
Ci si chiede spesso che requisiti siano richiesti per entrare in polizia.
Così dopo aver letto della polemica generata da un sindacato di polizia che si è lamentato di una foto pubblicata su Facebook e commentata in maniera un po’ spregiudicata dai suoi contatti, sono andata a controllare.
Il contesto generale non è quello di una donna poco coperta o anche volgare negli atteggiamenti, meccanismo messo in atto spesso dalla stessa polizia di stato per sfruttare la propria presenza femminile sui media , ma di una poliziotta che ama il suo lavoro.
Un lavoro duro e stressante, quello di chi si occupa dei migranti in arrivo, e che richiede grande equilibrio. Con il sorriso e la tenerezza delle sue poesie, con la gioia e la fermezza, e forse anche con quelle gambe corredate da pizzo messe in mostra su Facebook, Marilina riesce a fare bene il suo mestiere e a farsi amare dalla gente.
Fatto questo, che forse non piace a qualche suo collega.

Valori

Di tutte le questioni toccate da Sir Alex Younger nel corso di un convegno in America, quella che ha avuto più risalto, anche sulla stampa italiana, è che il terrorismo di matrice fondamentalista è un problema a larga gittata e che quindi l'agenzia britannica è in cerca di nuove reclute. Nell'ordine delle migliaia.
Tra alti e bassi l'MI6 si è sempre attenuto ad elevati standard di etica e professionalità.
Non si è servito della lotta al terrorismo per fare propaganda al governo o per coprire le proprie magagne.
E nemmeno per strumentalizzare i sentimenti della popolazione in chiave razzista.
Se una agenzia di intelligence non sacrifica i valori alla ragion di stato, o meglio ai propri interessi, allora può godere del rispetto e della collaborazione dei cittadini anche quando la propria immagine viene intaccata da vicende poco chiare.

Decisamente un'opportunità da cogliere al volo per chi possiede i requisiti necessari : SIS Careers

mercoledì 21 settembre 2016

Baby bum

My first son was my 1993 World Trade Center bombing baby,” says Gina Bennett, a veteran CIA analyst who has spent her career tracking down the perpetrators behind some of the worst international crises in recent memory. Bennett, a divorced mother of five, can match the birthdate of each child by the bad guys she was pursuing at the time. She calls her second son her “Khobar Towers baby” (born shortly after the 1996 bombing of a military housing complex in Saudi Arabia); her third child, a daughter, her “African embassy bombing baby” (she arrived a few weeks before the 1998 bombings of the U.S. embassies in Kenya and Tanzania); and her fourth, another son, her “9/11 baby.” newsweek

Come il direttore dell'Aise che avrebbe scelto una caserma in Sardegna per sposarsi.
Un modo per conciliare vita privata e attività per chi svolge un lavoro molto coinvolgente o che comunque ama molto.
La cosa strana è che la Cia usa sempre questo tipo di storie e figure per fare propaganda in periodi difficili come questo. Ai tempi di internet non credo funzioni molto. Racconti affascinanti che in poco tempo vengono sostituiti da altri scenari e personaggi. 

Il nostro ministero della salute dovrebbe usare gente come lei, se ne abbiamo, per le campagne di sensibilizzazione.
Con il nuovo fertility photoshop hanno toccato il fondo.
A questo punto potrei farlo pure io il ministro.