venerdì 18 agosto 2017

Mediatori per caso

Jeddah, Dhu-AlQa'dah 25, 1438, August 17, 2017, SPA -- Vice Custodian of the Two Holy Mosques Prince Mohammed bin Salman bin Abdulaziz Al Saud has received at the Peace Palace in Jeddah Sheikh Abdullah bin Ali bin Abdullah bin Jassem Al Thani. During the meeting, Sheikh Abdullah bin Ali stressed that
the relations between the Kingdom of Saudi Arabia and Qatar are brotherly relations rooted in history. The sheikh extended his mediation to open the Salwa border crossing for the entry of Qatari pilgrims to the Kingdom of Saudi Arabia's territories. The Vice Custodian of the Two Holy Mosques thanked Sheikh Abdullah bin Ali for his brotherly feelings, stressing the depth of historical relations between the Saudi people and the Qatari brotherly people and between the leadership in the Kingdom of Saudi Arabia and the royal family in Qatar.
Foto SPA

Chief Executive Officer of the Qatar Media Corporation Sheikh Abdulrahman bin Hamad al-Thani said his uncle, Sheikh Abdullah bin Ali al-Thani, had visited Saudi Arabia "with the aim of resolving (some matters related to) personal belongings in Hail city of Saudi Arabia". He added on his Twitter account (@ahjh_althani) that "when he (Sheikh Abdullah) touched on the issue of Haj obstacles, they (Saudi authorities) found it an opportunity to get out of their Haj impasse and reverse the matter into an acceptance of mediation". Gulftimes

Un giorno uno esce di casa per sistemarsi gli affari suoi e si ritrova ospite della famiglia reale.
Cose che accadono in Arabia Saudita.
Figlio di un regnante che tanto ha fatto per il Qatar, ma che di suo non ci ha messo granchè e nessuno sa cosa veramente faccia nella vita, nonostante una biografia preparata e distribuita su tutti i giornali del Golfo, da perfetto sconosciuto Sheikh Abdullah bin Ali è diventato mediatore.

Tutta questa sceneggiata doveva dimostrare al popolo del Qatar l'inettitudine della casa reale, e alla casa reale stessa, il fatto che l'Arabia Saudita sceglie gli interlocutori che gradisce.
Inoltre al Kuwait, ma ormai l'abbiamo capito tutti, che la mediazione è fallita.
Al di là dell'intrattenimento estivo con cui ci deliziano dal Golfo, rimane l'interrogativo su quanto siano disposti ad osare. Andranno avanti per i prossimi anni in attesa che Sheikh Tamim ceda, o hanno già qualcuno con cui rimpiazzarlo? Un ospite per caso da fare accomodare sul trono.

giovedì 17 agosto 2017

E lo Spox rispose

Official statment The General Command of Libyan Arab Armed Forces in reply to the ICC warrent against one of our members. As we carefully observe the warrent issued by the international Criminal Court against Major. Mahmoud Mustafa Al-Werfali and accusing him of war crimes based on photos and videos posted on social media showing the defendent assasinating terrorist group members. That said , we thank the ICC on its efforts in finding stability , puplic secuirity and protecting people from the scourge of war and conflicts. We here by inform you that the defendent Major. Mahmoud Mustafa Al-Werfali has been arrested and investigated by the Military prosecuter on those charges since the 02/08/2017 as per General commander of Libyan Arab Armed Forces Marshal Hiftar's order No. 31/1957. General command of Libyan Arab Armed Forces emphasizes on its respect of International conventions , International Human Law and to the teachings of Islamic Sharia. General commander has stated in many occasions and official statments to members of Libyan Arab Armed Forces to respect these rules and orders which may include and not limited to banning self revenge , respecting freedoms and handing over the terrorists to the competent authorities. That Said , General command of Libyan Arab Armed Forces Disown these actions and who ever commits them , These action only represents the committers which will be Subject to law and deterrent penalties. By this statment , ICC should rest assure that Investigation procedures ensuring justice is ongoing under Libyan Military Law and defendent has been suspended and detained since the General commander of Libyan Arab Armed Forces Marshal Hiftar's order No. 31/1957 issued 02/08/2017 and we are ready to cooperate with ICC by sharing the trial proceedings. The General Command of Libyan Arab Armed Forces Alrajma 17/08/2017

Puplic è bellissimo.
Agli arabi la b non esce nemmeno quando passano all'inglese.
Un pò come veekly vone day degli indiani.

Noi qua a discutere dell'ordine 37 del ministero del commercio e lui era già al 31.
Il generalone dai baffetti turchesi si è arrestato l'amico suo da solo, e prima dell'emissione del warrant, per ribadire che la legge in Libia è lui.
Lo spiegherà al microfono di Cremonesi appena l'Aise glielo rimanda.

Quando scatta il trip

Ma il ministro continua a voltare le spalle a pizzette e tramezzini.
il giornale

Nel Golfo mi è venuta la passione per lo shawarma.
Non amando molto i vegetali, me lo facevo sempre preparare urlando "shawarma no salads".
Lo mangiavo a tutte le ore del giorno e della notte.
Colesterolo puro, viste le salse che ci accoppiano.
Allora un giorno sulla tratta Muscat-Dubai davano appunto shawarma, succo di frutta e cioccolato. Non so che ci abbiano ficcato, ma visitai di continuo le toilette dei mall.
Mai fidarsi del cibo veloce fatto in quantità industriali.
Un errore nel quale non incappa the Lord of the Spies.

Leggendo l'articolo dell'irlandese del Nytimes, quando diceva che l'intervista ad al Sisi sarebbe stata concordata attraverso i nostri servizi segreti, o da una parte di essi, mi sono chiesta se il giornalista sapesse che uno degli inviati che ha curato il reportage su Regeni, è quello che ha scritto delle bandiere nere sulle case albanesi. Per dire che poi tutto torna.
E mi sono ricordata di quando scrissi che dietro al palco dato ad Anjem Choudary, c'erano appunto i servizi segreti. Tutto torna anche nelle commissioni Minniti.
Quando ho letto di recente l'intervistone al ministro della cultura saudita, a quel punto ero certa che ci fosse la zampa dei servizi.
Haftar ormai è cronico.

In sintesi volevo dire, che il mio sogno è quello di lavorare per i servizi segreti così organizzo le interviste che piacciono a me per poi commentarle sul blog. Così evito anche migliaia di feed e il translator. E i bagni di Dubai.

Ah.
E comunque l'intervista rilassata al giornale di Berlusconi è stata una trovata geniale.
Delrio sta a rosicà. Lui e tutti i figli.

Tutti in Badia

Saleh al Hamwi (ex-Nusra, attualmente in forza ad Ahrar al Sham) fa parte del gruppo che sta lavorando sui media per costruire un'ondata d'odio contro Hayaat Tahrir e spesso incita all'omicidio di al Julani. Quindi quello che scrive va preso con il beneficio del dubbio.
E' un fatto però, e anche importante, che i ribelli sostenuti dai governi occidentali, da diversi mesi perdono chilometri importanti in Badia. Si tratta di una zona semidesertica a sud della Siria dove tutti quelli occupati a contrastare Daesh, sono in realtà impegnati in una battaglia per il dominio di territori a ridosso di Giordania e Iraq. Il fuoco scaricato dagli americani a Tanf, sulla coalizione siriana in Giugno, non era una scintilla casuale ma non ha fatto la differenza. E anzi gli iraniani sono diventati ancora più aggressivi in quell'area.
La notizia che adesso l'offensiva militare verrebbe affidata da alcuni governi stranieri (presumibilmente medio-orientali) ad Hayat Tahrir, e che al Julani avrebbe piazzato al comando dell'operazione Abu Malik al Talli, è verosimile. Pare strano comunque, che tale sviluppo si verifichi all'indomani della creazione di una operation room messa assieme ad alcune frange ex-Ahrar per dare l'assalto ad Hama.
Evidentemente però, la contropartita per il deserto è allettante.

mercoledì 16 agosto 2017

Saddam a Idlib

Un'immagine che può fare sorridere ma è la dimostrazione di come alla fine nemmeno McGurk, che va ripetendo a pappagallo la storiella su Idlib roccaforte di Al Qaeda, conosce la realtà sul terreno. Molto più complessa di quella raccontata.
E' un civile ad avere stampata l'immagine di Saddam Hussein sulla macchina. Non il soldato di Hayat Tahrir che lo ha fermato per una perquisizione.










We coming

Il dato interessante delle ultime uscite in video di Daesh e al Qaeda, è che utilizzano seconde e terze generazioni con uno spiccato accento inglese delle periferie.
Nel trailer che preannunciava l'uscita di Inspire, la voce fuori campo era marcatamente patois giamaicana. Se questa strategia può andare bene per attrarre i figli di migranti in Paesi anglosassoni, da noi è difficile che abbia presa. Le seconde generazioni parlano i dialetti italiani meglio di noi.
Converrebbe fare gli annunci in veneto o napoletano.

Through you

I say it clearly and openly so that the fabricators are not left with any false interpretations: I am not an enemy of HTS, and I do not lie in wait of its errors. Rather, I pray to Allah to guide its leaders, and to make them from the rightly guided ones who guide the others. 
Because I still believe that HTS is the best of the large entities on the Syrian front. Many of my beloved brothers are still members, who know and bear witness that I do not encite them against HTS or its leaders, and I always call them to be patient and consider their reward with Allah, and to safeguard the fruits of the jihad and the sacrifices of the martyrs and to not leave their position free to be filled by those who water down the religion. 
But all of that does not prevent me from advising HTS harshly or softly according to the need and the level of importance. My beloved in HTS and other groups appreciate what I offer of advice and say, "Keep going sheikh, perhaps through you Allah will rectify this entity". 
Sheikh Abu Mohammad al Maqdisi 15 August 2017

Dalla dura reprimenda sulla metodologia giuridica sbagliata all'offerta di collaborazione.
Sheikh al Maqdisi non è nuovo a certe piroette ma la tempistica è sospetta.

Negli ultimi mesi il governatorato di Idlib è stato sconvolto da una serie di eventi che hanno cambiato non solo la demografia della popolazione ma soprattutto gli equilibri in campo.
Hayaat Tahrir, per conquistare snodi importanti per transiti di vario tipo e aree chiave per il finanziamento, è andato all'assalto di molti gruppi. Di certo c'è, che rimane saldo il legame con il Turkistan Islamic Party ed è stata sistemata la diatriba con Zenki. Sono state acquisite inoltre, diverse migliaia di combattenti di ritorno da vari scambi di prigionieri. E' difficile capire come stiano le cose sul territorio oltre che ai vertici dell'organizzazione.
In vista di una eventuale offensiva su Idlib, russi e americani hanno bisogno di informazioni che pochi hanno. Nemmeno l'intelligence giordana che ci prova al solito con uno dei suoi elementi migliori.
Sheikh al Maqdisi, al contrario di Sheikh Abu Qatada, non ha molta presa in quell'area.
Difficile che la sua sia un'offerta di mediazione con i gruppi che si sono alienati da HTS.
Se il quadro non gli è chiaro, Sheikh al Attoun provvederà a spiegarglielo come fece in primavera.

martedì 15 agosto 2017

Foto e giro di tavolo all’inizio

Basterà? Ad ascoltare le altre esperienze avviate dall’intelligence o dalla Digos, che in passato si sono affidati anche al dialogo con radicalizzati, si tratta di una sfida difficile.
Il caso di Bari, ancora una volta, è diverso: Santamato dovrà confrontarsi con un team istituzionale che cercherà di offrirgli una sorta di rieducazione laica, ispirata ai principi costituzionali.
ilfoglio

Per forza che non funziona. Che ne sanno poliziotti e agenti segreti di rieducazione religiosa in ambito islamico ? Basta ascoltarli a convegni e conferenze stampa con i magistrati. Il loro punto di vista è viziato dall'ottica prettamente investigativa. Avendo inoltre a disposizione una legge che permette di avviare un monitoraggio preventivo anche al solo sospetto di attività terroristica (e il concetto di attività terroristica da noi è molto broad), con l'espulsione che pare essere soluzione abbastanza facile da proporre e ottenere, comprendere le varie sfaccettature della religione e come essa è praticata, è l'ultimo dei loro pensieri.
Comunque non mi pare che lo scopo dell'intera operazione in questi casi, e nemmeno quello della legge, sia una rieducazione religiosa. Piuttosto un lavaggio del cervello.
Oppure come proponeva il professorino che scrive per Caltagirone e poi venne chiamato ai tavoli ministeriali, a Mohammed Alfredo verrà proposta una versione "piaciona" del Corano e della vita del Profeta, pace e benedizioni su di lui.
Paradossalmente è stata negata all'albanese la possibilità concreta di essere rieducato perchè ciò violerebbe il suo diritto alla libertà religione. Però al giovane barese si vuole praticare un corso accelerato di educazione civica tenuto da tribunale ecclesiastico e polizia.

Al ministro Minniti, che sulla stampa amica viene descritto come uomo pratico e d'azione, proporrei piuttosto di trovare a noi italiani una sistemazione in un Paese estero in modo da evitare questi percorsi. In un Paese così ostile, la radicalizzazione alla fine arriva per tutti.
Una specie di espulsione volontaria preventiva potrebbe essere la soluzione.


Foto Ministero Interno, Saad Hariri

We urge

We urge the LNA to ensure there is a full, impartial investigation into these allegations and also call on the group to suspend Mahmoud al-Werfalli from his duties as a Special Forces field commander pending the conclusion of such an investigation.
We have documented unlawful killings by armed groups on all sides of the conflict in Libya, and despite ample information regarding such crimes, widespread impunity continues.
ohchr july 18

FOR THESE REASONS, THE CHAMBER HEREBY ISSUES a warrant of arrest for Mahmoud Mustafa Busayf AL-WERFALLI, a Libyan national, born in 1978, reported to live at Square 8, Number 40 Qundulah Road in the Bu-Hadimah area of Benghazi, commander in the Al-Saiqa Brigade, for his alleged criminal responsibility pursuant to articles 25(3)(a) and (b) of the Statute, for the war crime of murder under article 8(2)(c)(i) of the Statute, in seven incidents against 33 persons as described in Section II, which took place from on or before 3 June 2016 until on or about 17 July 2017 in Benghazi or surrounding areas, in Libya; 
ICC Arrest Warrant 15 Aug 2017

Nonostante le nazioni unite siano state in fondo molto tenere, lo spox del pingue generale all'epoca fece pure l'offeso. Per poco non bombardava Twitter.

lunedì 14 agosto 2017

I sogni son desideri

Con il pupo sempre appresso.

Però sarebbe da provare come soluzione.
Così il direttore dell'Aise, quando va a Damasco, becca due piccioni con un volo.